LA PAROLA AL MANAGING DIRECTOR DI DEIMOS FOOD RICCARDO GROSS

Con più di 40 anni di esperienza nel mondo degli ingredienti e del food, Riccardo Gross è sicuramente una delle colonne portanti di Deimos Group.
Passione è il termine che descrive meglio l’attitudine di Gross nei confronti del lavoro e della vita. Raffinato e profondo industry expert, è stato lui infatti, più di 25 anni fa, a creare il claim pionieristico Passion for life science.

Ci può raccontare a grandi linee il suo percorso professionale?

Volentieri. Mi sono laureato nel 1978 in economia aziendale all’Università Bocconi. Dopo pochi mesi ho iniziato il mio percorso lavorativo nell’azienda di famiglia, un distributore di specialità chimiche soprattutto nell’area food. Sono rimasto lì per 22 anni poi, nel 2000, ho deciso di cedere l’azienda a un gruppo emergente sostenuto da investitori istituzionali di un fondo di private equity. In quel periodo, il concetto di private equity era praticamente sconosciuto a molti di noi, me compreso. Ho trascorso 5 anni all’interno di questo gruppo. Successivamente ho intrapreso una nuova sfida creando, insieme a un socio, una società specializzata in ingredienti alimentari a Parma. Dopo la separazione dal mio socio, ho avviato un’altra impresa focalizzata sulla distribuzione di ingredienti alimentari e solo in seguito sono arrivato al gruppo Deimos.

Il mio è stato un lungo percorso nel mondo degli ingredienti e del food al punto che proprio recentemente un mio amico – professore della Bocconi – mi ha definito un industry expert. Questo riconoscimento mi ha gratificato enormemente, poiché dopo tutti questi anni, mi considero tale.

 

Cosa significa per lei il termine passione sia in ambito lavorativo che personale?

Il termine passione è senza dubbio molto diffuso, forse persino eccessivamente usato ultimamente. Quando ho creato “Passion for Life Science” in Aethra, l’espressione era ancora relativamente nuova. Penso che la passione sia un sentimento che si integra perfettamente con l’ambito lavorativo perché può essere contagiosa. Nell’ambito della gestione aziendale o di un gruppo, trasmettere passione implica anche motivare l’intero team circostante. Si tratta di un sentimento che aiuta nel superamento dei propri limiti. Non di rado infatti, non ci si rende nemmeno conto di quali siano i propri limiti e la passione, in molte circostanze, sprona ad atti che mai avremmo pensato di poter compiere. Dal punto di vista personale, passione significa anche dedicarsi alle attività che si amano e cercare di farle con eccellenza. Personalmente, nutro una grande passione per lo sport, in particolare per il tennis, nel quale mi impegno costantemente a dare il massimo, indipendentemente dal mio livello di competenza. La passione può manifestarsi anche attraverso l’amore per cose belle come per esempio i quadri. Anche in questo campo mi sono sempre documentato, per comprendere appieno ciò che avevo di fronte. Naturalmente, la passione si estende anche alla famiglia perché trasmettere passione significa esprimere amore per la propria famiglia, che rimane un pilastro fondamentale per una persona impegnata come me.

 

Quando e come è arrivato in Deimos?

Sono arrivato in Deimos nel 2017. È stato un incontrarsi nuovamente con il dottor Wenzel, con cui avevo avuto i primi contatti nel 2000 per la vendita dell’azienda di famiglia. Nel corso degli anni, siamo rimasti in contatto, mantenendo sempre buoni rapporti basati sul reciproco rispetto. Quando il dottor Wenzel ha avviato un nuovo progetto nel settore della distribuzione chimica, mi ha coinvolto chiedendomi se fossi interessato a partecipare. Considerando la nostra storica relazione e la positiva esperienza passata – in cui avevo già trovato intrigante il concetto di aggregazione aziendale, soprattutto in termini di “Buy and Build” per la creazione di un gruppo – ho deciso di investire in questo nuovo progetto. Di conseguenza, ho ceduto Aethra, che è diventata una business unit di Deimos. Attualmente, stiamo proseguendo nel nostro percorso di crescita organica e di acquisizione di altre aziende, mantenendo viva la fiducia in questo ambizioso progetto.

 

Ha degli ingredienti preferiti e se sì, quali sono i top three?

In tutti questi anni di ingredienti ne ho trattati, conosciuti e utilizzati tantissimi. Non credo che esista l’ingrediente magico; la polvere miracolosa. Credo che gli ingredienti debbano avere dignità tecnologica, come diceva il mio ex socio. Ogni ingrediente deve svolgere appieno le funzioni che ci si aspetta da esso, ovviamente sempre all’interno di una cornice di sicurezza e di gradevolezza per chi li utilizza.

 

Qual è il suo piatto preferito? In generale si ritiene un buongustaio?

Non saprei se definirmi un buongustaio, sicuramente mi piace moltissimo il food; ho dedicato la mia vita a questo settore. La mia inclinazione a gustare piatti preparati con cura, credo, influisca positivamente anche sulle mie attività quotidiane. Sono una persona curiosa e, avendo avuto l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, ho sempre cercato di esplorare le tradizioni culinarie locali. Sono stato molte volte sia in Cina che in India e credo fermamente che ogni parte del mondo custodisca eccellenze gastronomiche uniche. Piuttosto che avere un piatto preferito, ritengo che ci siano principi fondamentali per prepararne di ottimi. È essenziale avere a disposizione materie prime di alta qualità e saperle utilizzare con rispetto, evitando abusi e mortificazioni. Con ingredienti di qualità, è possibile creare piatti eccezionali.